COM’E’ PROFONDO L’ATLANTICO

Che paese, l’America. Viene in mente il titolo del libro di Frank McCourt, dopo aver ascoltato e letto cronache e commenti sul terzo e ultimo confronto tra i due candidati alla presidenza Usa. Un dibattito sui grandi temi della politica internazionale, sulle scelte politiche dell’amministrazione uscente, sulle strategie per il futuro. Con battute che lasciano il segno. Come quella, fulminante, di Obama su «cavalli e baionette». Al repubblicano che gli contestava il taglio delle navi da guerra (ormai ridotte per numero ai livelli del 1917) il presidente ha replicato: «Non stiamo giocando a battaglia navale. Abbiamo meno navi, ma anche meno cavalli e baionette». Affondo che implicitamente accusa Romney di avere una concezione arretrata delle sfide della politica estera, un tema su cui Obama ha battuto spesso in questo dibattito ufficialmente dedicato proprio alla politica internazionale. Fatto sta che «#horsesandbayonets», cavalli e baionette, è il tag più tweettato negli Stati Uniti e oscilla fra il terzo e il quarto più usato a livello mondiale questa mattina. Se Twitter fosse un indicatore di successo elettorale, Obama con due paroline potrebbe aver fatto un gran passo avanti verso la vittoria nella sfida del 6 novembre. Ma non è solo questo. A far riflettere i politici di casa nostra dovrebbero essere il tenore e il livello del confronto, incentrato su temi complessi che ruotano intorno al ruolo degli Stati Uniti nel mondo. In Italia, quando mai c’è un confronto sulle scelte di politica estera? E, più in generale, quando mai la campagna elettorale è orientata alle policies invece che alla politics? Eppure, in un momento di gravissima crisi di credibilità per i partiti e le istituzioni, servirebbe un dibattito politico incentrato su scelte concrete e su temi rilevanti. Invece assistiamo attoniti alle alchimie politiche su grande centro, sbilanciamento a sinistra, alleanze. Mancano solo le convergenze parallele.

OBAMA VS ROMNEY, TRA GAFFE E SOCIAL NETWORK

Non ho visto in diretta l’atteso secondo confronto tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Ma, a poche ore, già si possono leggere moltissime analisi: tutte, o quasi, concordano nell’attribuire ad Obama la vittoria ai punti. Molta attenzione anche sulla gaffe sulle donne di Mitt Romney. L’ex governatore del Massachusetts scivola sulla parità fra i due sessi nel mondo del lavoro, in termini di stipendio e occupazione, affermando: «Mentre lavoravo alla formazione del mio gabinetto da governatore ho notato che tutte le domande che mi venivano sottoposte erano di uomini. E’ così che, con il mio staff, abbiamo avviato uno sforzo per trovare donne qualificate. Mi sono rivolto a diversi gruppi femminili e ho chiesto aiuto: mi hanno portato interi fascicoli di donne». Una frase infelice che rimbalza immediatamente su Twitter, sollevando indignazione. E che fa scattare la corsa all’acquisto dell’Url «BindersfullofWomen.com» (e .net), ovvero la frase in inglese usata da Romney, che diventa popolare come il “Big Bird” del primo dibattito televisivo rievocato da Obama nel confronto alla Hofstra University per prendere in giro l’ex governatore. A mettere le mani sull’indirizzo più ambito del web durante il dibattito è stato, secondo indiscrezioni, Bradley Bridge, il direttore del SuperPac «liberal», il progressista American Bridge. Al di là della gaffe, le donne – fascia elettorale determinante – sono protagoniste di una buona fetta del confronto televisivo, che si sofferma anche sull’aborto. Obama spiega la propria posizione sulla parità dei sessi sul lavoro ricordando la madre single e il suo primo atto da presidente, la firma della legge Lily Ledbetter, dal nome dell’attivista che «ha svolto per diversi anni lo stesso lavoro di un uomo e che si è accorta di venir pagata meno. Quando si è rivolta alla Corte Suprema si è vista respingere: avrebbe dovuto accorgersene prima».

Obama incalza l’ex governatore del Massachusetts anche sulle scelte più personali delle donne, come l’aborto. «Romney si sente a proprio agio a lasciare che sia Washington a decidere sulle scelte sanitarie delle donne. Questo è un errore», mette in evidenza Obama, attaccando l’ex governatore per la sua intenzione di togliere fondi al “Planned Parenthood”, alla quale molte donne si appoggiano per effettuare mammografie e altri delicati esami. «Questi non sono temi che riguardano solo le donne. Sono problemi che riguardano intere famiglie. Sono problemi economici».

Romney tenta di replicare, criticando Obama per la riforma sanitaria e la norma criticata che prevede che le assicurazioni offerte alle donne includano anche misure contraccettive: «Non ritengo che i burocrati di Washington dovrebbero dire se bisogna usare o meno contraccettivi».

ANDAMENTO LENTO

Volevo segnalare questa simpatica iniziativa, che – in un certo senso – si ispira alla stessa filosofia del Movimento Slow Communication. Il 19 settembre una carovana di ‘viaggiatori lenti’, accompagnati da asinelli, arriverà a Venezia, completando un cammino iniziato 15 giorni prima da Milano. Obiettivo: percorrere in due settimane una distanza che di solito richiede due ore, prendendosi il tempo che serve per conoscere il territorio e, soprattutto, le persone che lo abitano, sperimentando un modo lento di viaggiare e forme antiche di economia, come il baratto.

Il viaggio è iniziato il 5 settembre da Milano. Pedalando il gruppo ha raggiunto Ferrara percorrendo 340 km in 6 giorni, per lasciare poi le biciclette e proseguire a piedi, da Ferrara Venezia, in altri 9 giorni e 135 km. In questa seconda parte del percorso, i partecipanti avranno al seguito anche quattro asinelli, che non saranno cavalcati da nessuno ma daranno il passo a tutta la compagnia.

Durante il viaggio il gruppo cerca di privilegiare forme di scambio per ricevere ristoro e accoglienza grazie alla presenza, tra i viaggiatori, di blogger, video maker, fotografi, esperti di social network e un pittore acquarellista. Ognuno di loro contribuisce con la propria creatività, scrivendo testi, diari di viaggio, poesie, racconti, fotografando, realizzando video, disegni, acquarelli che possono essere scambiati con l’ospitalità delle strutture di accoglienza lungo il percorso.

Un’altra forma di baratto prevede la comunicazione e diffusione delle iniziative e delle realtà virtuose incontrate nei luoghi attraversati: le testimonianze vengono raccolte in video e diari e pubblicate sui canali di comunicazione del Movimento Lento e della Compagnia dei Cammini.

Passo dopo passo, prenderà forma un racconto corale che verrà condiviso in occasione della Conferenza internazionale della decrescita, lo sviluppo sostenibile e l’equità sociale, arrivando il 19 settembre 2012 a Venezia, proprio nel giorno del suo inizio.

Tutto l’itinerario viene tracciato con Gps e pubblicato per consentire a chiunque lo voglia di ripercorrere il viaggio in futuro, stampando le mappe e scaricando le tracce digitali. E’ possibile seguire lo sviluppo del viaggio in tempo reale sul sito www.miraggi.movimentolento.it, su Facebook e Twitter. Il viaggio-evento è organizzato da due associazioni senza scopo di lucro dedicate alla cultura del viaggio lento: il Movimento Lento (www.movimentolento.it) e la Compagnia dei Cammini (www.cammini.eu).

Complimenti!!!

SE INTERNET DA’ I NUMERI

Statistiche curiose. E interessanti. Ad esempio: è “Imu” la parola più ricercata in Italia dagli utenti di internet nei primi mesi del 2012, con picchi di aumento del 5000%, seguita da Terremoto (+300%), Twitter (+100%), Amazon (+100%). Il dato è stato reso noto oggi da Vincenzo Cosenza, della società di analisi Blogmeter, nella relazione iniziale di ‘State of the Net’, incontro internazionale sullo ‘stato’ di Internet in Italia, a Trieste. Al livello nazionale sono 40 milioni i potenziali utenti della rete, 28 milioni quelli realmente attivi al mese, con un aumento del 7,6% rispetto al 2011, e 14 milioni nel giorno medio. Cresce il tempo speso online nel giorno medio (un’ora e 21 minuti) ma diminuiscono le pagine viste per persona (147) A usare la rete sono di più gli uomini (7.587.000) rispetto alle donne 6.211.000; l’età più rappresentata è quella tra 25 e 34 anni. I termini più digitati nei motori di ricerca sono Facebook, Youtube, la propria casella di mail, Google (curiosamente si usa Google per cercare Google), il meteo e i giochi. Facebook è il luogo privilegiato di incontro, seguito a grande distanza da Twitter e da Linkedin. Fin qui i numeri. Che vanno interpretati. Analizzati. Prima che l’uso intensivo di internet annulli le nostre capacità di riflessioni approfondite. Sappiamo, infatti, che l’utilizzo intensivo della rete provoca persino conseguenze neurologiche. Scrive, a questo proposito, Nicholas Carr: “Se il tempo trascorso sul Web rimpiazza completamente quello che passiamo a leggere libri, se ci dedichiamo molto di più a scambiarci bocconcini di messaggi invece di comporre frasi e paragrafi, e a saltare da un link all’altro anziché fermarci per una pausa di calma riflessione e contemplazione, i circuiti che presiedono a quelle vecchie funzioni e occupazioni intellettuali si indeboliscono e cominciano a cadere in pezzi”. I numeri vanno dunque inseriti in una cornice cognitiva per essere analizzati in modo corretto. Se passiamo sempre più tempo in rete, se internet è il canale di informazione privilegiato, se i social network rappresentano sempre di più il nostro “luogo” di incontro e di confronto, dobbiamo chiederci quali possono essere le conseguenze. Prima che sia troppo tardi.

CON “COMBOOK” GUIDA A USO SOCIAL NETWORK ANCHE PER LA POLITICA

Due professionisti del mondo della comunicazione, Salvo Guglielmino e Andrea Benvenuti, tornano a parlare della mediamorfosi piu’ importante e innovativa degli ultimi anni: i social network. Mondi che si incontrano e plasmano per dare una nuova costruzione della quotidianita’ del singolo. Anche il mondo della politica e del giornalismo sono cambiati, costringendo gli esperti di questo settore ad adeguarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi orizzonti aperti dalla condivisione di linguaggi e contenuti. Proprio di questo si occupa il volume “Combook- Twitter, Facebook, Youtube, Linkedin…Come comunicare con i social network”, pubblicato dal Centro di Documentazione Giornalistica e presentato a Palazzo Giustiniani. Questo libro non mette in luce solo questo, ma cerca di analizzare la situazione odierna inserendola nel contesto tecnologico e sociale, con un particolare interesse allo sviluppo dell’informazione e della comunicazione per professionisti. Combook e’ una guida pratica. Offre istruzioni, analisi e suggerimenti all’uso degli strumenti e delle applicazioni piu’ utilizzate da addetti stampa e professionisti dell’informazione e della comunicazione. Settori, questi ultimi, costantemente a confronto con le dinamiche, le relazioni e le opportunita’ che scaturiscono dall’affermazione prorompente dei social media.