INFORMAZIONE A TUTTO WEB

All’insegna del web. Tra il 2009 e il 2011, il numero complessivo di utenti attivi sulla rete in un giorno medio è passato da 10,4 a 13,1 milioni, con un incremento del 26%, mentre il numero degli utenti di siti web di quotidiani in un giorno medio è passato da 4 a 6 milioni, con un incremento del 50%. E’ quanto emerge dall’indagine ‘La stampa in Italia 2009-2011’, curata dalla Fieg e resa nota durante una conferenza stampa presso la sede dell’organismo. La percentuale di utenti di siti web di quotidiani sul totale dell’utenza nel giorno medio, che era del 38,3% nel 2009; nel 2011 è salita al 46,8% e, verosimilmente, quest’anno supererà la soglia del 50%. Dati che fanno riflettere, e pongono qualche interrogativo. Non a caso, Giulio Anselmi, presidente della Fieg, afferma: “La rivoluzione della multimedialità è inevitabile per sopravvivere, non può attendere oltre se non vogliamo pagare prezzi altissimi, non può essere condotta con superficialità. E’ in atto un tumultuoso avanzare delle tecnologie digitali che hanno dirottato le esigenze d’informazione verso mezzi diversi da quelli stampati. In questo quadro è proprio Internet a irrompere con prepotenza sulla scena con effetti rivoluzionari nelle abitudini delle persone e del mercato”. In quest’ottica, “non è un caso che, nel disordinato sviluppo dei prodotti on line si segnali il tasso di crescita dei giornali che possono vantare anche sul web il certificato di garanzia delle antiche testate”. Qualità dell’informazione, copyright, accesso alle notizie, finanziamenti pubblici: questi e altri sono i problemi ora sul tappeto. Speriamo che qualcuno non li nasconda sotto… il tappeto.

ADDIO A MIRIAM MAFAI

E’ sempre con una certa tristezza che si apprendono certe notizie. Tornato da una breve gita di Pasquetta, leggo sul sito del Corriere che se n’e’ andata Miriam Mafai, 50 anni spesi al servizio della cultura. Nata a Firenze nel 1926 da una coppia di noti artisti italiani del XX secolo, Mario Mafai e Antonietta Raphael, Miriam ha partecipato alla resistenza antifascista a Roma nelle file del Pci. Dopo la Liberazione ha continuato la sua attivita’ politica e dal ’51 al ’56 e’ stata assessore al Comune di Pescara. Nel ’57 e’ stata a Parigi come corrispondente del settimanale ‘Vie Nuove’, nel 1960 a ‘l’Unita’ come redattore parlamentare.

Direttore di ‘Noi Donne’ dal 1965 al 1970, e’ passata poi come inviato speciale a ‘Paese Sera’. Ha contribuito alla nascita de la Repubblica nel ’76 divenendone inviato speciale ed editorialista. Dal 1983 al 1986 e’ stata presidente della Federazione nazionale della stampa. Ha svolto una intensa carriera di inviata speciale e giornalista politica scrivendo molti saggi sulla politica e la storia del costume. Deputato nella XII legislatura nelle file del Partito Democratico della Sinistra.

Nel ’96 ha vinto il Premio Cimitile con l’opera Botteghe oscure addio e, nel 2005, il Premio Montanelli per la sua attivita’ votata allo sviluppo della cultura italiana del ‘900, con particolare attenzione al mondo femminile. E’ stata per gran parte della sua vita la compagna di Giancarlo Pajetta, storico esponente del Pci.

I CONFINI DELLE NOTIZIE

Non solo Avetrana e Schettino, Scilipoti e Parolisi. Basta morbosità e sensazionalismi nella cronaca quotidiana che dimentica, troppo spesso, le crisi del mondo, i 20 mila bambini che muoiono ogni giorno per cause evitabili, le sofferenze di chi subisce arroganze e prevaricazioni. In una parola: dei diritti umani. E’ con spirito costruttivo, per sollecitare un confronto positivo con i media, che l’Unicef partecipa per la prima volta al Festival Internazionale del Giornalismo che si terrà a Perugia dal 25 al 29 aprile. Lo fa con uno spazio ad hoc, titolato significativamente “Parla di me”, sottotitolo “Perché i diritti sono una notizia”.

“Nessun j’accuse nei confronti dei media – ha spiegato Andrea Iacomini, capo ufficio stampa dell’Unicef Italia alla presentazione del Festival – ma un luogo di incontro dove poter sperimentare nuove e più efficaci forme di comunicazione non solo per raccontare l’attività di chi ogni giorno salva milioni di bambini ma anche per parlare dei risultati raggiunti. Per dare ai cittadini un’informazione vera e reale di questi mondi lontani o per dare, semplicemente, una buona notizia”.

“Parla di me” è un appuntamento di confronto sul rapporto fra media e mondo del non profit fra operatori della comunicazione, dell’intervento umanitario e dei responsabili dell’Onu. “Abbiamo pensato questa occasione – ha aggiunto Iacomini – per far parlare di emergenze non solo quando accadano ma anche quando vengono ‘dimenticate’; quando, lontano dai riflettori, continuano a mietere ogni giorno un gran numero di vittime, soprattutto tra i bambini”. Tre i giorni di “Parla di me”, dal 26 al 28 aprile. Sono previsti incontri e confronti su “Organizzazioni umanitarie e stampa: Un rapporto difficile?”, su “Uso e abuso delle immagini dei bambini: quali immagini e quali bambini?”, su “La responsabilità sociale si rinnova: nuovi scenari e nuovi attori nell’azione umanitaria e nell’aiuto allo sviluppo”, su “Crisi umanitaria: servono ancora i giornalisti?”, su “Inchieste e minori”. Decine i giornalisti di testate nazionali e le organizzazioni umanitarie che interverranno (fra queste, Unhcr, Medici senza frontiere, Amnesty).

Si affronta così una questione cruciale per il giornalismo attuale. Le derive morbose che accompagnano le cronache di certi eventi sono giustificate e giustificabili? E il silenzio che accompagna le grandi crisi del mondo? Il sospetto, purtroppo, è che i 20 mila bambini che muoiono di fame sono sempre una notizia, che però rischia di non fare audience. E quindi di essere relegata a una breve di cronaca o a un servizio in tarda serata. Per pulire le coscienze, più che per informare i cittadini.