SCHNELL, FRAU MERKEL, SCHNELL…

Uniti per l’Europa unita. “Schnell, Frau Merkel”, ossia Faccia presto signora Merkel, è l’appello che il Sole 24 Ore lancia in tedesco alla Cancelliera tedesca affinché si sbrighi a salvare l’euro dal tracollo. Nell’editoriale, che richiama quel “fate presto” rivolto ai politici italiani a novembre, il direttore Roberto Napoletano scrive: “Signora Merkel, così non può andare avanti. Non farà molta strada se continuerà ad essere indifferente alla rabbia dei greci, distante dall’orgoglio ferito degli spagnoli, dalle paure italiane e dalle angosce francesi”. Quindi il direttore sottolinea che “tirare fuori 100 miliardi di euro per difendere le banche spagnole” e ritrovarsi con gli spread di Italia e Spagna a livelli vertiginosi, “è solo l’ultima spia di un allarme rosso che lei si ostina a voler ignorare”. Per salvare l’Euro, il Sole 24 Ore suggerisce alla leader tedesca tre passi fondamentali da compiere: “Una garanzia unica per i depositi bancari europei, accesso diretto al Fondo salva-Stati (Efsf) da parte degli istituti di credito e unificazione dei debiti pubblici europei distinguendo (Paese per Paese) il carico degli interessi ma neutralizzando così l’azione della speculazione sui tassi dei titoli sovrani dei Paesi del sud Europa”. Tutto questo, scrive il direttore Napoletano, serve subito. “Serve all’Europa, e serve alla Germania”. “Non è suo interesse – sottolinea – mettere a terra le economie europee dove continua a collocare oltre il 60% del suo export e a detenere gran parte degli asset esteri”. E dunque l’appello, da condividere e rilanciare: Schnell, Frau Merkel!!!

IMPRESE, CENSIS: QUALITÀ E BRAND SONO I FATTORI DI SUCCESSO

Qualità e unicità del prodotto, e forza del brand aziendale, sono i principali fattori di competitività. E’ Lo spaccato che emerge dall’indagine “Idee e proposte per la competitività del sistema Italia”condotta tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012 dal Censis su 153 imprese guidate dai Cavalieri del Lavoro e presentata oggi nel corso di un convegno tenuto a Palazzo Altieri. Il Rapporto ha interpellato soprattutto aziende manifatturiere (85% del totale) di grandi dimensioni (la media è di 1.130 addetti). Ben il 76,8% dei Cavalieri interpellati segnala infatti al primo posto, tra i maggiori fattori di competitività, l’elevata qualità del prodotto/servizio e la sua unicità. A seguire, con il 63,4%, viene chiamata in causa la forza del brand aziendale, che in molti riconoscono come fattore centrale nella capacità dell’impresa di competere sui mercati, perché in grado di accompagnare, a concetti di qualità e unicità, quelli di tradizione, affidabilità, riconoscibilità. L’innovazione rappresenta per la maggioranza delle imprese interpellate una dimensione connaturata ed imprescindibile per fare ed essere impresa competitiva.

La quasi totalità degli intervistati (91,4%) giudica positivo il livello di innovazione raggiunto dalla propria azienda: la maggioranza di questi (71,4%) risulta peraltro del tutto autonoma nel promuovere innovazioni in grado di soddisfare le esigenze del mercato, mentre il 20% tende a farlo attraverso collaborazioni con soggetti esterni, quali Università e centri di ricerca. Tra gli aspetti per cui il panel di soggetti interpellati considera le proprie aziende innovative, vi è al primo posto il contenuto tecnico del prodotto (lo indica il 54,6%, ma nel settore della meccanica allargata la percentuale sale al 75,9%) seguito, a distanza, da quegli elementi finalizzati a garantire elevata qualità alla produzione: i processi produttivi (aspetto indicato dal 39,8% degli intervistati) e il design (38,9%). I servizi legati alla commercializzazione e alla distribuzione sono invece i più penalizzati in termini di innovazione: solo il 31,5% delle aziende dichiara di essere all’avanguardia rispetto alle funzioni strategiche di vendita – analisi di mercato, marketing, comunicazione – e il 30,6% in riferimento ai servizi di accompagnamento al consumatore (consulenza, assistenza).