LA FABBRICA DELLE IDEE PER USCIRE DA QUESTA CRISI PAZZESCA

Fabbriche intese come luoghi di produzione, i tradizionali capannoni, ma anche fucine di creatività e innovazione. Singoli luoghi, ma anche interi territori in grado di imprimere direzioni nuove al proprio sviluppo. È questo il Nordest che avanza e cerca di vivere da protagonista la svolta epocale in atto nell’economia, nella politica, nella cultura, nelle relazioni. Aziende che innovano, puntando sulla conoscenza o su rinnovate sapienze artigiane e città che creano luoghi dove le idee si incontrano e si scambiano, dove il rapporto tra cultura, creatività e impresa crea contaminazioni nuove suggestioni. La trasformazione delle imprese è, del resto, strettamente legata a quella del sistema territorio. Se è vero infatti che le aziende vincenti saranno quelle che produrranno idee e le venderanno nei mercati internazionali, è altrettanto vero che esse si insedieranno e cresceranno in contesti metropolitani fatti di nuove classi creative, servizi e formazione di eccellenza, piattaforme di mobilità merci e persone capaci di ottimizzare i tempi di trasferimento.

È questo il focus, a mio avviso davvero interessante, su cui punta i riflettori la quinta edizione del Festival Città Impresa, “LE FABBRICHE DELLE IDEE”, che dal 2 al 6 maggio animerà con oltre 100 incontri 35 località del Nordest, connesse idealmente sul futuro del territorio. L’evento è promosso da Nordesteuropa e Corriere della Sera, con la collaborazione di enti e partner locali, e la media partnership di Ansa, Radio 24 e IcMoving Channel.

IMPRESE, CENSIS: QUALITÀ E BRAND SONO I FATTORI DI SUCCESSO

Qualità e unicità del prodotto, e forza del brand aziendale, sono i principali fattori di competitività. E’ Lo spaccato che emerge dall’indagine “Idee e proposte per la competitività del sistema Italia”condotta tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012 dal Censis su 153 imprese guidate dai Cavalieri del Lavoro e presentata oggi nel corso di un convegno tenuto a Palazzo Altieri. Il Rapporto ha interpellato soprattutto aziende manifatturiere (85% del totale) di grandi dimensioni (la media è di 1.130 addetti). Ben il 76,8% dei Cavalieri interpellati segnala infatti al primo posto, tra i maggiori fattori di competitività, l’elevata qualità del prodotto/servizio e la sua unicità. A seguire, con il 63,4%, viene chiamata in causa la forza del brand aziendale, che in molti riconoscono come fattore centrale nella capacità dell’impresa di competere sui mercati, perché in grado di accompagnare, a concetti di qualità e unicità, quelli di tradizione, affidabilità, riconoscibilità. L’innovazione rappresenta per la maggioranza delle imprese interpellate una dimensione connaturata ed imprescindibile per fare ed essere impresa competitiva.

La quasi totalità degli intervistati (91,4%) giudica positivo il livello di innovazione raggiunto dalla propria azienda: la maggioranza di questi (71,4%) risulta peraltro del tutto autonoma nel promuovere innovazioni in grado di soddisfare le esigenze del mercato, mentre il 20% tende a farlo attraverso collaborazioni con soggetti esterni, quali Università e centri di ricerca. Tra gli aspetti per cui il panel di soggetti interpellati considera le proprie aziende innovative, vi è al primo posto il contenuto tecnico del prodotto (lo indica il 54,6%, ma nel settore della meccanica allargata la percentuale sale al 75,9%) seguito, a distanza, da quegli elementi finalizzati a garantire elevata qualità alla produzione: i processi produttivi (aspetto indicato dal 39,8% degli intervistati) e il design (38,9%). I servizi legati alla commercializzazione e alla distribuzione sono invece i più penalizzati in termini di innovazione: solo il 31,5% delle aziende dichiara di essere all’avanguardia rispetto alle funzioni strategiche di vendita – analisi di mercato, marketing, comunicazione – e il 30,6% in riferimento ai servizi di accompagnamento al consumatore (consulenza, assistenza).