INFORMAZIONE E SUICIDI DA CRISI, UNA RIFLESSIONE

L’Ordine dei Giornalisti del Veneto prende posizione sulla questione dei suicidi da crisi con un comunicato ufficiale, evidenziando il pericolo di emulazione ma trascurando completamente e colpevolmente un altro aspetto: i numeri. Numeri che dicono che il “boom” di suicidi non c’è stato, nessun aumento rispetto allo scorso anno. Ad essere lievitata è l’attenzione dei media, che raccontano storie di suicidi aggrappandosi alla crisi. Mentre, e chi fa questo mestiere lo sa benissimo, solitamente chi si toglie la vita non costituisce una notizia. A meno che non sia un personaggio pubblico o che non scelga modalità sconvolgenti. Adesso, però, questa regola viene regolarmente elusa: i media raccontano i suicidi perché – a torto o a ragione – credono di raccontare, attraverso le singole storie, gli effetti della crisi economica piombata sulle nostre vite. Il tema è delicato e merita più di una riflessione. Personalmente, credo che raccontare le storie dei suicidi da crisi abbia un senso, perché aiuta a risvegliare le coscienze. Allo stesso modo, però, sarebbe fondamentale un’informazione completa. Che dicesse che non c’è stato alcun aumento. E che spesso (sempre?) i suicidi, anche quelli di imprenditori, non si spiegano solo con la crisi. Ecco perché ritengo che il comunicato dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto sia incompleto. Parlare di una “sconvolgente serie di suicidi di imprenditori e persone travolte dalla crisi di cui hanno riferito le cronache giornalistiche di questi ultimi mesi” è quantomeno eccessivo. Soprattutto se poi si aggiunge che questa serie “impone ai giornalisti una riflessione basata su un dato di fatto: più si danno notizie di casi di suicidio con enfasi e titoli in evidenza, più aumenta il rischio che altre persone decidano di togliersi la vita”. Senza precisare che non c’è stato alcun incremento, almeno secondo le statistiche. Che meriterebbero di essere citate al pari degli studi internazionali che “dimostrano che l’eccessiva attenzione dedicata dai mezzi d’informazione ai casi di suicidio induce pericolosi effetti di emulazione”.
“È un dato impressionante – si legge nel comunicato – che obbliga tutti i giornalisti, in primis i direttori responsabili, ad interrogarsi e a riflettere con attenzione ogni qualvolta si decide di dare notizia di un suicidio, valutando quali possono essere gli effetti di questa notizia e dunque adottando le necessarie cautele.

L’Ordine dei giornalisti del Veneto ha affrontato il tema nel maggio del 2011, nel corso di un convegno al quale è intervenuto tra gli altri il professor Michele Tansella, ordinario di psichiatria dell’Università di Verona, membro dell’WHO Collaborating centre for research and training in mental health and service evaluation: «I fattori che influenzano il suicidio e la prevenzione del suicidio sono complessi e non del tutto conosciuti – ha precisato il professore – Ci sono però evidenze scientifiche che dicono che i media hanno un ruolo significativo. Già nel 2008 l’Organizzazione mondiale della sanità affermava che i risultati di più di 50 studi permettono di concludere che la pubblicazione di storie di suicidio può indurre comportamenti di imitazione».

L’evidenza scientifica di cui ha parlato Tansella è tanto cruda quanto motivata. Uno studio del Centro di salute mentale di Mannheim pubblicato su Psychological medicine nel 1988 riportava gli effetti della messa in onda tra 1981 e 1982 sulla tedesca Zdf di una serie tivù intitolata “La morte di uno studente”. La storia era quella di un ragazzo di 19 anni che si buttava sotto il treno. Analizzando i dati sui suicidi avvenuti in Germania tra il 1976 e il 1984 risultava un aumento significativo, fino al 175 per cento, di comportamenti suicidari tra giovani di 15-19 anni nel periodo successivo alla messa in onda del programma. È quello che gli specialisti chiamano “effetto Werther”, ispirandosi all’eroe romantico del celeberrimo romanzo di Goethe.

I giornalisti però possono avere anche un ruolo positivo svolgendo il loro lavoro. Psicologi e psicanalisti lo definiscono “effetto Papageno”, dal nome del personaggio del Flauto magico di Mozart (1791) che grazie all’intervento di tre fanciulli desiste dal togliersi la vita. Uno studio dell’università di Vienna pubblicato su Social science and medicine nel 1994 ha messo in luce che dopo lo sviluppo di linee guida per i giornalisti nel 1987 i suicidi nella metropolitana di Vienna diminuirono del 75 per cento. Tali linee prevedevano di non dar risalto a eventi suicidari, diversamente da quanto successo nel triennio precedente, che aveva registrato un drammatico aumento di questi fenomeni.

Il professor Tansella ha fatto riferimento anche al documento emanato da Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e Iasp (International association for suicide prevention) nel 2008: le linee guida per i giornalisti per la prevenzione dei suicidi e il loro trattamento in cronaca, disponibili sul sito dell’Ordine del giornalisti del Veneto (www.ordinegiornalisti.veneto.it ): si tratta di una serie di utili consigli su come trattare i temi relativi ai suicidi cercando di evitare di alimentare effetti emulativi”. Bene. Vorremmo però anche qualche altro numero.

SALUTE: AL VIA V EDIZIONE PREMIO GIORNALISTICO TOMASSETTI

Un premio per i giornalisti under 35 che con i loro elaborati contribuiscano alla conoscenza delle ricerche piu’ all’avanguardia in campo bio-medico e delle terapie innovative che concorreranno a migliorare la salute delle nuove generazioni: giunge alla quinta edizione il Premio Giornalistico Riccardo Tomassetti, anche quest’anno dedicato a informazione e salute Next Generation. Il Premio, intitolato alla memoria del giornalista scientifico romano scomparso nel 2007, a soli 39 anni, che ha riservato larga parte del suo impegno professionale all’informazione medico-scientifica, e realizzato grazie al sostegno di Pfizer, ha l’obiettivo di riconoscere e stimolare l’impegno dei giovani giornalisti nella divulgazione della cultura scientifica in Italia e vuole essere un omaggio allo stile e al modo di svolgere questa professione con rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacita’ di comunicazione. Promosso per il terzo anno consecutivo dal Master “Le Scienze della vita nel Giornalismo e nei rapporti Politico-istituzionali” (SGP) della Sapienza Universita’ di Roma, il Premio e’ dedicato ad articoli e servizi giornalistici, in formato testo, audio o video, realizzati tra il 1 gennaio 2012 e il 31 ottobre 2012, relativi alla ricerca e all’innovazione in campo medico-sanitario. La partecipazione e’ riservata ai giovani giornalisti che al 1 gennaio 2012 non abbiano ancora compiuto il 35 anno d’eta’.