LA FABBRICA DELLE IDEE PER USCIRE DA QUESTA CRISI PAZZESCA

Fabbriche intese come luoghi di produzione, i tradizionali capannoni, ma anche fucine di creatività e innovazione. Singoli luoghi, ma anche interi territori in grado di imprimere direzioni nuove al proprio sviluppo. È questo il Nordest che avanza e cerca di vivere da protagonista la svolta epocale in atto nell’economia, nella politica, nella cultura, nelle relazioni. Aziende che innovano, puntando sulla conoscenza o su rinnovate sapienze artigiane e città che creano luoghi dove le idee si incontrano e si scambiano, dove il rapporto tra cultura, creatività e impresa crea contaminazioni nuove suggestioni. La trasformazione delle imprese è, del resto, strettamente legata a quella del sistema territorio. Se è vero infatti che le aziende vincenti saranno quelle che produrranno idee e le venderanno nei mercati internazionali, è altrettanto vero che esse si insedieranno e cresceranno in contesti metropolitani fatti di nuove classi creative, servizi e formazione di eccellenza, piattaforme di mobilità merci e persone capaci di ottimizzare i tempi di trasferimento.

È questo il focus, a mio avviso davvero interessante, su cui punta i riflettori la quinta edizione del Festival Città Impresa, “LE FABBRICHE DELLE IDEE”, che dal 2 al 6 maggio animerà con oltre 100 incontri 35 località del Nordest, connesse idealmente sul futuro del territorio. L’evento è promosso da Nordesteuropa e Corriere della Sera, con la collaborazione di enti e partner locali, e la media partnership di Ansa, Radio 24 e IcMoving Channel.

SOSTENIBILITA’ E COMUNICAZIONE, SE NE PARLA A MILANO

Non c’è azienda oggi che non faccia in qualche misura ricorso al concetto di sostenibilità e responsabilità sociale nel descrivere il proprio approccio al mercato o nella comunicazione con l’esterno, ma i risultati in termini di impatto sul business e credibilità per il consumatore sono spesso discutibili. E’ possibile approcciare il tema dal punto di vista dei rischi e delle opportunità reputazionali e quindi realizzare una comunicazione realmente trasparente e rilevante per il sistema degli stakeholder? Come costruire un posizionamento di mercato corretto e “remunerativo” e con quali metodologie innovative è possibile misurare l’incrocio tra le performance sociali e ambientali e la qualità delle informazioni verso l’esterno? E’ necessario pensare a nuovi format di comunicazione – nella pubblicità, così come a livello corporate, nel caso dei bilanci di sostenibilità – ad altri stili di narrazione e aprire la strada anche a nuove professionalità e a nuove contaminazioni di competenze? Infine, cosa possiamo attenderci per il futuro, man mano che la responsabilità sociale d’impresa diventa sempre più chiave strategica, e quali regole possiamo seguire oggi affinché la sostenibilità abbia domani un impatto più tangibile in termini di profitto, creazione di valore, quote di mercato?

Sono solo alcuni dei temi e degli interrogativi che saranno affrontati a Milano mercoledì 28 marzo alle ore 10.00 presso Altis (Via S. Vittore 18) nel corso dell’evento Quale futuro per la comunicazione della sostenibilità? ,promosso dal CSR Manager Network, l’Associazione che riunisce i responsabili delle politiche di sostenibilità o csr (corporate social responsibility) delle maggiori imprese italiane promossa da Altis (Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano) e ISVI (Istituto per i valori d’impresa). Per la prima volta l’Associazione dei professionisti che all’interno delle aziende coordinano e gestiscono gli interventi di sostenibilità dedica un evento di approfondimento specifico al tema comunicazione nella sua accezione più strategica e dal punto di vista istituzionale, della comunicazione con il consumatore finale e della rendicontazione agli stakeholder. Grazie anche ad un excursus diricerche più recenti, alla presentazione di casi di successo e all’apporto di strumenti diagnostici innovativi in grado di misurare qualità, rischi e opportunità del posizionamento di mercato, verranno delineate le principali tendenze in atto e un possibile decalogo di buone regole nell’approccio e negli stili comunicativi.

L’incontro prenderà il via con un saluto di Caterina Torcia, Presidente CSR Manager Network a cui seguirà l’intervento introduttivo di Carlo Cici e Danilo Devigili, rispettivamente partner e manager di RGA, sul tema “sostenibilità e posizionamento di comunicazione: rischi e opportunità”. La seconda relazione approfondirà la comunicazione di tipo pubblicitario con l’intervento I don’t fake happiness di Geo Ceccarelli, Direttore Creativo Esecutivo e General Manager TBWA.

Seguiranno due Tavole Rotonde con alcune imprese leader, esperti e rappresentanti degli stakeholders. La prima, moderata dal giornalista e blogger www.SRIvoluzione.it, Andrea di Turi, sarà dedicata alla comunicazione istituzionale con gli interventi di: Filippo Bocchi, CSR Manager Gruppo Hera, Maria Cristina Ferradini, Head of sustainability and foundation Vodafone, Francesca Magliulo, CSR Manager Edison, Rossella Muroni, Direttore Generale Legambiente e Alessandra Piloni, Chief Communications Officer Consumers’ Forum.

La seconda Tavola Rotonda approfondirà il tema della sostenibilità nelle campagne pubblicitarie. Moderata da Enzo Argante, giornalista e fondatore Comitato Nuvola Verde, vedrà la partecipazione di: Giulio Marotta, Esperto Osservatorio sulla Pubblicità ingannevole di Assoutenti, Massimo Milita, Direttore Marketing Sorgenia, Carlo Orlandi, Presidente Comitato di Controllo Istituto Autodisciplina Pubblicitaria, Luciano Pirovano, International Business Development and Csr Manager Bolton Alimentari. (Fonte: www.ferpi.it)